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Qualche tempo fa mi sono occupato di sviluppare la metodologia di calcolo per verificare “strutture di sollevamento”. Nello specifico si tratta di travi (IPE), di differente sezione e lunghezza, fissate alle estremità. La particolarità consisteva nell’applicare carichi concentrati lungo l’ala inferiore, a rappresentare le varie condizioni di carico (argani, paranchi manuali e golfari).

In quell’occasione ho fatto un approfondimento su quale fosse il modo più efficace ed efficiente per schematizzare i carichi concentrati.

Di seguito ti riporto i 2 approcci con le relative considerazioni, applicati ad una semplice trave IPE 160 come quella in figura.

 

 

 

 

 

 

1° Approccio – Trave suddivisa

Il primo approccio consiste nel suddividere la lunghezza della trave in funzione delle posizioni su cui applicare il carico.

Ovvero, creare tanti segmenti di linea contigui, su cui realizzare vari conci di trave.

 

 

Una volta creato lo studio in Simulation, vengono automaticamente posizionati i nodi intermedi che collegano i conci di trave (a patto di averli creati con la funzione SALDATURE).

Questi nodi possono essere selezionati per applicare il carico.

 

 

 

 

 

 

I nodi magenta definiscono i “giunti condivisi”, la cui impostazione di default è di tipo rigido, ovvero, si presume la continuità al giunto. In questo modo, in termini di risultati, è come se fosse un’unica trave.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2° Approccio – Punti di riferimento

Il secondo approccio consiste nel modellare la trave come corpo unico e successivamente discretizzare i punti di applicazione del carico mediante punti di schizzo.

Si crea uno schizzo sull’ala (inferiore o superiore) e si posizionano i punti.

 

 

 

Successivamente, considerando che Simulation non ci da la possibilità di selezionare l’entità punto di schizzo per l’applicazione dei carichi sulle Beam, si chiude lo schizzo e si inseriscono dei punti (geometria di riferimento) in corrispondenza dei punti di schizzo. Quest’ultimi possono essere selezionati in Simulation.

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi punti (geometria di riferimento) possono essere selezionati per applicare il carico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Risultati

I risultati, per entrambi gli approcci, sono perfettamente comparabili a meno di quelli “Elenco Forza Trave” in forma tabellare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come accennato in precedenza, i risultati che di fatto differiscono tra i 2 approcci sono quelli dell’elenco forze e sollecitazioni in forma tabellare, che vengono restituiti per ogni concio di trave presente nello studio.

Questo significa che se sono di interesse quest’ultimi risultati, perché inseriti direttamente in una relazione di calcolo o utilizzati in delle equazioni, il 2° approccio basato sui punti di riferimento è una scelta obbligata.

 

 

 

 

 

 

Vantaggi & Svantaggi dei 2 approcci

 

 

 

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